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Il Paese

Piovā Massaia

Il paese di Piova d'Asti dal 27 gennaio 1940 per Regio Decreto s'intitola con il nome del pių illustre dei suoi cittadini, il cardinale Guglielmo Massaia .
L'origine geologica della zona va riferita alla catena collinare che si estende sulla destra del Po da Superga a Valenza.
Si reputa che la collina si sia formata nel periodo oligo-miocenico ed č costituita da marne ricche di fossili e di arenarie.
L'abbondanza di conchiglie fossili, la scoperta di un delfino, una balenottera, un rinoceronte avvenute verso la metā del 1800, ci danno un'idea dell'ambiente e del clima della nostra regione in quei tempi remoti.
L'uomo primitivo vi sarebbe giunto solo nel periodo neolitico; nessuno saprebbe dire con precisione chi fossero i primi abitatori.
Le stirpe successive furono cronologicamente i Liguri, gli Umbri, gli Etruschi e i Celti. I primi sarebbero giunti attorno al XVII secolo a.C.
Tra le varie tribų ricorderemo i taurini che si stabilirono a Torino, i Lavi o Libeci nel vercellese e gli Eburiati che occuparono l'Astigiano sino alla nostra collina.
I Romani si erano stabiliti a Torino, Asti, Chieri ma si sa poco della colonizzazione romana di Piovā. Iscrizioni lapidarie furono rinvenute a Piea (l'antica Pleia). Incorporato nell'impero il nostro territorio, allora denominato Liguria, fece parte della regione IX.
La caduta dell'impero romano e le invasioni barbariche di Odoacre, dei Goti, e dei Bizantini dal 476 al 518 segnano la decadenza delle nostre cittā che diventano abitati semirurali.
Sembra che sotto i Longobardi (568-773), Cocconato appartenesse al Ducato di Asti e che la Chiesa di Vercelli abbia ottenuto queste terre durante la dominazione di Carlo Magno.
Probabilmente il villaggio di Piovā cominciō a formarsi con il Plebanato di Meyrate, che aveva sede nei pressi dell'attuale cimitero, dedicato alla chiesa di San Giorgio. Siamo nel 1041.
Intanto Cocconato era diventato capoluogo di una importante Contea, e Plebata cioč Piovā ne faceva parte.
Anticamente Piovā si chiama Plebata. Il nome č derivato dal latino Plebe = Plebs; e pieve si chiamavano nei primi tempi della Chiesa l'unione dei fedeli soggetti a un solo Vescovo.
Esiste un documento che evidenzia gli stretti rapporti tra Mayrate e Plebata datato 1339 in cui Piovā č indicata con il nome di Plebata di Mayrate.
Come gli altri villaggi dei dintorni, Plebata condivide le vicende della Contea di Cocconato e le sorti dei Conti Radicati.
I Radicati nel 999 ebbero sequestrati i beni a favore della Chiesa di Vercelli per aver seguito Re Arduino nella guerra contro l'imperatore Federico Barbarossa, che assegnava Cocconato a Guglielmo di Monferrato; successivamente i Radicati furono riabilitati.
Investiture e franchigie ebbero da Federico II di Svevia nel 1249, da Carlo d'Angiō, sino a Carlo V negli anni 1530.
Piovā iniziō il suo sviluppo all'ombra dell' antica pieve ma si sviluppō in prevalenza verso lo sperone collinoso di Montecomigliano, quando i Radicati vi costruirono il vecchio castello che chiamarono Castello di Plebata.
Anche la parrocchia lasciō l'antica sede di San Giorgio per trasferirsi presso il castello nella chiesa di San Michele. Il nome di Montecomigliano si mutō poi in Plebata. La Comunitā di Plebata apparve per la prima volta in un atto del 12 agosto 1339 rōgito nel castello di Chivasso.
Dopo un lungo periodo di pace non tardarono a riaccendersi le guerre tra il duca di Savoia Amedeo IX e Guglielmo VIII marchese del Monferrato, che occupō nel 1431 Piovā.
Declinava intanto l'antica potenza dei Radicati giā sostenuta dal 1458 dal Duca di Milano Francesco Sforza e l'8 febbraio 1586 Cocconato si sottoponeva definitivamente al Duca Carlo Emanuele I di Savoia.
Il Borgo di Piovā giā da tempo posseduto dai Marchesi del Monferrato seguė le sorti del Marchesato.
Nel 1617 dopo la guerra tra i Savoia e i Gonzaga appoggiata dal Re di Spagna, Piovā rimase ancora ai Gonzaga; per il Monferrato furono anni terribili.
Le lotte si succedevano di continuo tra Savoiardi, Spagnoli, Francesi e nel 1625 Piovā venne bruciata dagli Spagnoli.
Alla guerra e alla carestia si aggiunge la peste che aveva giā fatto strage nel 1503,1522, 1530.
Gli uomini di Piovā, prestarono giuramento al Duca Carlo II di Monferrato, siamo nel 1637.
Per generosa offerta di Don Pietro Francesco Barberis, morto nel 1682, pievano e vicario di Piovā si apriva nel comune una scuola per l'istruzione dei fanciulli e aiuto a chi intendeva entrare negli ordini religiosi.
La comunitā volle pure assoggettare ai tributi locali, l'acquartieramento delle truppe nel periodo invernale. Furono i primi segni di un aspro contrasto con il feudatario Conte Ricci che si protrasse dal 1674 sino al 1727.
Dopo la vittoria dei Piemontesi sui Francesi e la liberazione di Torino il 7 settembre 1706, Vittorio Amedeo II ebbe il Monferrato, la Sicilia e il titolo di Re. Il re entrō in possesso del Ducato del Monferrato il 16 agosto 1708.
Durante la rivoluzione francese le popolazioni piemontesi rimasero fedeli alla monarchia; le cose mutarono con le vittorie di Bonaparte e la costituzione nel 1798 di un governo provvisorio a Torino. Il 27 nevoso, anno VII della Repubblica Francese,16 gennaio 1799, fu celebrata a Piovā la festa repubblicana della "Rigenerazione".
Ma se il regime repubblicano aveva soppresso i diritti feudali e i comuni ne avevano ricevuto qualche vantaggio, le imposte statali premevano sui cittadini. Il malcontento andava crescendo anche per la Leva che portava via la gioventų mandata a combattere in terre lontane. La caduta di Napoleone e la successiva Restaurazione, furono accolte con gioia.
Seguirono le guerre per l'unitā d'Italia, conclusesi con l'annessione di Trento e Trieste. Il monumento ai Caduti ricorda i Piovatesi che si immolarono per la Patria.

( dal sito del Comune di Piovā Massaia http://www.comune.piovamassaia.at.it/ )


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